Dimenticate il Ross Geller di Friends, perché qualcosa è cambiato. David Schwimmer ritorna sul piccolo schermo con un personaggio nuovo di zecca, e non potrebbe essere più diverso dall’archeologo imbranato che abbiamo conosciuto nella celebre sit-com NBC. Feed the Beast, la nuova serie targata AMC, ha fatto il suo debutto negli USA nella serata di domenica 5 giugno e – non potrebbe esserci metafora migliore – ha fin dai primi istanti messo parecchia carne al fuoco.
Tommy è un sommelier che, dopo la morte della moglie, si divide tra la bottiglia ed il tentativo di essere un buon padre per TJ, rimasto traumatizzato e muto dal giorno della dipartita della madre. A movimentare le cose pensa Dion (Jim Sturgess), ex socio in affari e migliore amico dell’uomo, recentemente uscito di prigione. Sulle loro vite, l’ombra della malavita e della mafia, che fin dai primi istanti si rivela tanto invadente quanto – a giudicare dal boss – prevedibile. Con tanto di doppiopetto e scagnozzi, Patrick Woichik riveste il ruolo di “Fatina dei Denti”, con tenaglie al seguito e un aspetto che, più che paura, suscita nello spettatore una fastidiosa insofferenza.
La storia parte proprio da lì: Tommy e Dion si ritrovano, volenti o nolenti, ad aprire un ristorante greco, mentre sullo sfondo la vita quotidiana e affatto comune dei due personaggi si fa strada. Grande co-protagonista, senza battute ma onnipresente, la cucina, che fa la sua prima comparsa in prigione e, lentamente, avanza tra i fornelli della casa di Tommy, evocando sapori e profumi che riescono ad essere, in un ambiente cupo e reso ancora più buio dai toni grigi ed invernali delle location, tra i pochi sprazzi di colore e speranza.
Il pilot, va detto, è ricco di fatti, avvenimenti passati, nozioni e personaggi. Forse un piatto troppo abbondante per una serie drammatica, al punto che lo spettatore rischia di sentirsi, più che commosso, sballottato tra un personaggio e l’altro. Qualcosa, insomma, non convince, nonostante il tentativo di Schwimmer di scrollarsi di dosso gli abiti della comedy. Clyde Phillips, lo showrunner di Feed the Beast, in passato impegnato con serie come Dexter, aveva promesso a Schwimmer che avrebbe “sparato un colpo in testa a Ross Geller”. Pare che la pallottola sia partita. Ma, a giudicare dalle impietose review oltreoceano, sembra più probabile che ad essere colpita sia la serie tv. Un piatto troppo ricco che non convince il palato. Non ci sono ancora dettagli sulla messa in onda italiana, ma vi terremo aggiornati.

Feed the Beast: Ross di Friends tra fornelli e malavita
David Schwimmer torna con una serie AMC in cui l'apertura di un ristorante porta più guai del previsto.












